Il Lanificio F.lli Cerruti lancia Parcour
14 settembre 2009
Le possibilità e le prospettive, offerte dal cambiamento sociale e di costume attuali, sono state colte dall’azienda come l’occasione ideale per proporre la sua prima collezione di tessuti informali realizzata con fibre pregiate. Per questa collezione l’azienda ha potuto attingere dalla propria storia. Negli archivi del Lanificio F.lli Cerruti esiste una sezione speciale di tessuti creati fra il 1920 e il 1940 destinati al mondo delle Uniformi di rappresentanza e di parata dei vari rami dell’Esercito: Marina, Aviazione, Esercito di terra, Finanza, Carabinieri, Scuole Allievi Ufficiali. Un mondo affascinante di tessuti eccezionalmente solidi, marziali, arricchito da drappi esclusivi realizzati per le personalità e per sua Maestà Vittorio Emanuele III, che in una lettera ci scriveva “…attendiamo i vostri preziosi drappi perché possano vestire l’Autorità con il giusto ed eccelso valore...”
Questi fatti sono parte di una tradizione nata dalla passione del Lanificio F.lli Cerruti per la storia, l’innovazione e la qualità.
Da questa storia illustrata dalla famosa cimossa “Principe di Piemonte”, parte l’idea e l’esperienza tecnica per creare una collezione di tessuti in grado di esprimere la stessa grinta delle loro origini, l’aspetto della strada e della vita d'oggi. Solo tinture naturali come è imposto dai capitolati di fornitura; lana, cotone, lino, la fibra prediletta dalla Marina per le sue capacità di essere impermeabile e di non fare muffa anche dopo mesi di mare; gabardine, tricotine, feltri, super feltri, tessuti verniciati; trattamenti contemporanei impermeabilizzanti ed antimacchia, applicazione di leggerissime pellicole per combinare tecnologia e tradizione. Una collezione che mette in primo piano l’uomo con la propria individualità, la propria capacità di scegliere e di vedere aldilà delle tendenze il proprio stile UrbanSportswear.
È la nuova collezione Parcour ed ognuno di voi è libero di viverla come meglio crede perchè questi tessuti lo permettono: è quello che noi vogliamo, è quello che voi volete.